Manifesto Politico


D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.

Così Italo Calvino ne “le città invisibili”.

Una città deve sapere rispondere alle domande di chi la vive e di chi la attraversa. Deve accogliere e rispondere ai sogni e ai bisogni.
Domande di benessere, di bellezza, di lavoro, di sostenibilità, di trasparenza.

E deve rispondere con:

1) Competenza (così come chiedo al chirurgo che sappia come operarmi, chiedo all’amministratore, al funzionario, all’impiegato, che sappia svolgere il proprio lavoro)
2) Con efficacia ed efficienza (de burocratizzando, razionalizzando, ottimizzando)
3) Con trasparenza (nella chiarezza, nell’assenza di ambiguità, nella legalità)
4) Con rispetto (anche delle domande a cui non vi è risposta)
5) Con processi di umanizzazione.

La città, mette al centro le persone.
Le tiene in mente in ogni azione politica, sociale, culturale e amministrativa.
Una città così pensata, cerca di non lasciare indietro nessuno dei suoi cittadini e si ingegna a fornire strumenti di supporto a chi è in difficoltà, evolvendo dalla modalità meramente assistenzialistica, verso una modalità partecipativa che tenga conto delle potenzialità di ciascuno, nel rispetto dei diritti e dei doveri di tutti.

Chi si candida ad amministrare questa città, si attiva per adoperare risorse, si apre al mondo in uno scambio economico e valoriale che non scenda a compromessi con l’immediato soddisfacimento dei bisogni, ma che accetti la sfida della lungimiranza e della prospettiva plurigenerazionale.

Per questo la città che immaginiamo, non scende a patti con nessuno che voglia vilipendere il suo ambiente e il suo territorio, ma si attiva a valorizzare e rendere più produttivo quanto esso, per natura e per tradizione, offre già.

La città che vediamo rialzarsi, avrà l’aspetto di un luogo da cui i giovani potranno allontanarsi se ne hanno voglia, sperimentando la propria dimensione di cittadini del mondo, ma nella quale possono restare se è questo che decidono, trovando in essa opportunità e possibilità di lavoro e di realizzazione e di relazione.

Una città accogliente, aperta, solidale, coraggiosa.
Una città moderna, che tenga il passo della globalizzazione, senza perdere la propria identità, che esalti l’opera e l’ingegno delle sue donne e dei suoi uomini, nel rispetto dell’opera di Dio, che sappia creare circuiti virtuosi che la collochino fra le eccellenze culturali, sociali e amministrative.

Questo obiettivo si può raggiungere soltanto con una reale partecipazione di tutti coloro che credono nella possibile utopia della “città comunità”, ciascuno come può e con gli strumenti di cui dispone, in un progetto che si caratterizza per il suo costante divenire.

In questa visione, chi si candida al governo di questa città, non ha paura di usare parole di cui altri hanno abusato: Onestà, servizio, responsabilità, assumendone su di sé il vero significato e il vero senso.